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     Linea Gotica  



Sui crinali appenninici che si affacciano sulla Pianura padana, i tedeschi approntarono le ultime difese della Linea Gotica, la “Linea Verde”, che, in questo suo estremo arretramento, assunse il nome di “Linea Verde II”. Una linea difensiva che si sviluppava in direzione nord-est, fra l'Appennino modenese e quello bolognese ai confini con la Toscana.
Rispetto al settore centroorientale della Gotica, sfondato dagli alleati nel giro di poche settimane e che li portò a ridosso di Bologna già nell'autunno '44, il tratto occidentale che andava dal Monte Belvedere fino a Vergato rimase praticamente immobile per tutto l'inverno.
Fu un periodo di lutti e sofferenze per le popolazioni dell'area, con una parte di territorio già liberata e un'altra ancora sotto il giogo dell'occupazione tedesca.
Nuove vessazioni e privazioni, dopo gli eccidi perpetrati dagli occupanti nel settembre '44, a cui si aggiunsero le distruzioni dei bombardamenti alleati e il conseguente sfollamento delle popolazioni. Le formazioni partigiane, già attive nell'area dall'autunno '43, col fronte vicino e con la pressione tedesca in aumento, provvidero in gran parte a “sganciarsi” verso le zone liberate, terminando la guerra combattendo al fianco degli alleati.
La liberazione definitiva di queste zone avverrà, con una risolutiva offensiva finale a partire dal 19 febbraio 1945, e si concluderà nel mese di aprile dopo durissime settimane di combattimenti.

Monte Sole (Marzabotto)

Monte Pero (Vergato)

Monte della Spe (Castel d'Aiano)

Torre Jussi (Castel d'Aiano)

Montello (Montese)

Monte Belvedere

I Rubini (Zocca)

Boschi di Ciano (Zocca)

Pieve di Trebbio (Guiglia)
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